Cover page issue n. 59   

 ITALIA ARTE - Issue n. 59 October 2010, Italy

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"Non cerco uno stile per scioccare o per compiacere il pubblico con la mia visione soggettiva del mondo. Cerco un linguaggio per esprimere verità universali che non possono essere comunicate con le parole”.

“La mente non ha alcun potere sul simbolo; comprenderlo o no con l’intelletto non fa alcuna differenza: il simbolo lavora all’interno dell’essere umano e produce i suoi effetti”.

“I miei quadri sono solo dei catalizzatori per trovare le risposte ai problemi di base dell’uomo”.

Enrico Magnani

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Villa Gualino ospita, fino al 30 ottobre, la mostra di Enrico Magnani.

“Ho avuto un percorso molto vario - spiega Magnani - ho cominciato come pittore figurativo perché credevo che l’uomo fosse tutto: il centro, l’inizio e la fine. Quindici anni fa nei miei corpi c’era molta rabbia, sessualità e tecnologia. Ho dunque cercato di colpire il pubblico attraverso l’amplificazione dei difetti. Ma ad un certo punto mi sono reso conto che avevo solamente sottolineato il problema e che non c’era una soluzione nei mie quadri. Inconsciamente ho smesso di esporre e mi sono ritirato.

Come nasce la simbologia nelle sue opere?

“A quel tempo vivevo a Parigi e ho passato molto tempo a sviluppare questi corpi che si sono trasformati, divenendo soggetti più mitologici, spirituali, religiosi. A un certo punto certi simboli sono apparsi insieme ai corpi e un giorno i corpi sono completamente scomparsi: solo i simboli sono rimasti. Ora, ciò che faccio è interamente astratto e i simboli che utilizzo sono un mezzo per stimolare l’interrogazione interiore dell’uomo. Ci sono molti simboli nel mondo, più complessi e più semplici. Io cerco di utilizzare quelli elementari ovvero la croce (quella greca), la mezza luna e il cerchio. Questi sono simboli archetipici che hanno un potere incosciente all’interno dell’uomo”.

Quale ruolo esercita il simbolo sull’uomo e sulla civiltà?

“Faccio spesso questo esempio: lo stridere delle unghie sulla lavagna suscita immediatamente la pelle d’oca a chi lo ascolta anche se, dal punto di vista intellettuale, non sa perché ciò accade. Il simbolo archetipico agisce nello stesso modo: è sufficiente guardarlo e anche se lo spettatore non lo comprende con l’intelletto, all’interno dell’uomo produce ugualmente i suoi effetti. Sinteticamente, il cerchio rappresenta l’intelletto, ma anche il principio maschile, lo yang delle culture orientali. La mezza luna è il principio femminile, lo yin delle culture orientali, ma anche il simbolo dell’emozione. La croce greca infine rappresenta il corpo fisico e la vita e, giustamente, anche l’unione di yin (il tratto orizzontale) e yang (il tratto verticale). Questi tre simboli possono essere disposti secondo ordini differenti, creando simboli complessi che esprimono qualità umane, un tempo incarnate nelle tradizioni greco-romane dagli dei. Ogni quadro tocca corde profonde dell’animo umano, la loro stimolazione non può lasciare indifferente lo spettatore che è obbligato a interrogarsi e a riflettere. La risposta è diversa per ciascuno di noi; i miei quadri sono solo dei catalizzatori per trovare le risposte”.

Enrico Magnani


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